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Assemblea dei Soci: sì al bilancio della Cassa Rurale

I soci hanno approvato all'unanimità anche l'adesione al costituendo Gruppo Bancario di Cassa Centrale

Venerdì scorso 5 maggio erano 2007 i soci (comprese 481 deleghe) che si sono presentati al Palavis in occasione della tradizionale Assemblea Generale. 

Oltre ad aver approvato quasi all'unanimità (1 solo astenuto) il bilancio 2016 chiuso con un utile superiore a 340 mila euro, l'Assemblea ha riconfermato Ermanno Villotti come presidente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Assemblea è stata l'occasione per presentare alla base sociale i risultati di un anno di attività e parlare di altri temi di particolare rilevanza per la banca destinati a caratterizzare il suo domani più vicino. “Le sfide che ci attendono le conosciamo, sono prove non banali che non si devono sottovalutare e sono sostanzialmente tre – ha spiegato il presidente Villotti in un passaggio della sua relazione - la creazione del Gruppo bancario, la prospettata aggregazione con la Cassa Rurale di Mezzocorona e il profondo cambiamento in atto nel settore bancario e finanziario sotto la spinta delle nuove tecnologie. Tre fattori che impatteranno sull’attività della Cassa Rurale, ma che non ci faranno dimenticare che, la presenza e la territorialità, sono per noi un valore: dietro le tecnologie, ci sono le persone e il rapporto diretto con i nostri interlocutori, relazioni che si nutrono di fiducia, di reciprocità, di condivisione, di benessere individuale e di sviluppo partecipato”.

Il bilancio

La Cassa Rurale Lavis-Valle di Cembra ha archiviato il bilancio con il segno più. Non succedeva da due anni. “Grazie a politiche rigorose di contenimento dei costi e soprattutto di “pulizia” del bilancio dalle partite di crediti deteriorati, mantenendo sempre aperti i rubinetti del credito – osserva il presidente Villotti - l’istituto di credito cooperativo si è presentato davanti ai soci con il bilancio in utile, più solida, efficiente, competitiva”.

La raccolta complessiva della Cassa Rurale si aggira sui 740 milioni di euro. La diretta  è in leggera flessione a 574 milioni (-5%), e l’indiretta pari a 166 milioni di euro ha fatto segnare una crescita del 10%.

Abbiamo “interrotto il calo degli impieghi – aggiunge il direttore generale Paolo Pojer - Sono rimasti stabili, attorno ai cinquecento milioni di euro, più spostati verso le famiglie che ora rappresentano il 43,4% del totale del denaro prestato, rispetto alle imprese. Ricordiamo che, nella voce impieghi alle famiglie, la media delle Casse Rurali Trentine è del 37,9%”.

Il patrimonio è di una settantina di milioni di euro. Di particolare significato il parametro di solidità patrimoniale: il cosiddetto “Cet1”. E’ del 15,56% (diciotto mesi fa era al 12,14%).

Grande attenzione alla qualità del credito. “Abbiamo deconcentrato i prestiti, riducendo l’impatto del settore immobiliare che passa dal 46% al 36,4% – spiega il direttore – privilegiando il territorio con i crediti verso le famiglie, i piccoli artigiani, l’agricoltura”.

Sul tema dei crediti deteriorati. “Il rapporto tra i deteriorati lordi e gli impieghi lordi è del 20,46%, inferiore alla media provinciale del 21,31% (diciotto mesi fa era al 25,74%) – spiega Pojer - Il livello di copertura media è del 42%, con l’80% dei crediti garantiti da ipoteca. Attualmente l’ammontare del credito deteriorato è di 110 milioni di euro, contro il 150 milioni di euro di un anno e mezzo fa. Francamente è un dato tutt’altro che irrilevante”.

Migliora anche il conto economico. Le commissioni nette sono cresciute di 200 mila euro e, a questo, si deve aggiungere un margine di intermediazione significativo. Calano i costi del personale. Infatti, sono passati da 7 milioni 700 mila euro dell’esercizio precedente ai 6 milioni e 500 mila euro del bilancio consegnato agli archivi nell’assemblea di inizio anno. Fondamentale, per ottenere un risultato simile, il blocco del turn-over.

“Un sentito ringraziamento va al direttore Paolo Pojer – ha concluso Villotti - e ai suoi collaboratori, per la loro puntuale e impegnata attività di conduzione e coordinamento dell’intera struttura organizzativa”.

Soci e bilancio sociale

Quattromilaseicentocinquantotto i soci della Cassa Rurale Lavis-Valle di Cembra: 1.368 donne e 3.091 uomini a cui vanno aggiunti 199 fra enti, società e associazioni. Nel 2016 si sono registrati sessantotto nuovi ingressi. Ventotto di questi sono giovani di età inferiore ai trent’anni.

Tra le tante iniziative i premi di studio. Lo scorso dicembre ne sono stati assegnati settanta: ventuno a diplomati della scuola superiore e quarantanove ad altrettanti laureati. Dalla prima edizione a oggi il numero di premiati è di poco inferiore a quota mille (947) per un “investimento in cultura e sapere” che sfiora il mezzo milione di euro.

La Cassa Rurale è banca della comunità ed è attenta alle tante espressioni delle comunità dove agisce ogni giorno con sede e rete di sportelli. Nel 2016 sono stati erogati 398 mila euro di contributi a oltre cento associazioni (società sportive e vari enti del territorio). Più in generale gli interventi sociali esprimono un dato e un  impegno economico di poco inferiore ai 700 mila euro.

La fusione con Mezzocorona

“Il piano industriale di fusione è in costruzione – spiega Villotti – attendiamo la decisione della Banca d’Italia e poi daremo la parola ai soci per il voto finale. Ma siamo preparati per affrontare questa nuova sfida con i conti in ordine e un progetto territoriale ampio ed ambizioso. Nascerà una Cassa Rurale solida, moderna e in grado di rispondere, nella maniera migliore, alle richieste di famiglie e imprese”.

Gli interventi

La Federazione Trentina della Cooperazione è stata rappresentata da Stefano Miorandi della Divisione Vigilanza.

Ai lavori assembleari è intervenuto Mario Sartori, direttore generale di Cassa Centrale Banca già vicedirettore della Cassa Rurale di Lavis nella seconda metà degli anni Novanta (1998 e 1999 per l’esattezza). Ha presentato il Gruppo Bancario Cooperativo facente capo a Cassa Centrale – Credito Cooperativo del Nord est. L’assemblea della Cassa Rurale Lavis-Valle di Cembra ha deliberato l’adesione al costituendo Gruppo.

Gli eletti

Oltre alla conferma del presidente Ermanno Villotti l’assemblea ha eletto tre consiglieri: Claudio Bezzi, Massimo Folgheraiter, Paolo Zanolli.

Eletto anche il collegio sindacale: presidente Nicola Filippi; i due effettivi Fabio Scudiero e Claudio Toniolli e i due supplenti Mirta Bottamedi e Anna Giordano.

Elezione anche per il Collegio dei probiviri: presidente Bruno Largher, componenti effettivi Rino Andreatta e Tullio Moser, supplenti Ivan Battisti ed Ezio Perli.